Il gin Point Five si ispira alla tradizione alchemica italiana e nasce dalla volontá di produrre bevande alcoliche partendo dall’alcol da vino.

Botaniche

Alcol da vino, ginepro, angelica, zenzero e arancia dolce

Gusto

Point Five è un gin che si allontana dal tradizionale alcol di grano e utilizza l’alcol da vino che conferisce una morbidezza sia al palato sia all’olfatto coadiuvata grazie anche alla presenza dell’arancia dolce. La componente del ginepro è molto persistente. Il gusto rimane asciutto grazie alla presenza dell’angelica con un finale piccante dato dallo zenzero.

Produttore

Distillerie Bonollo – Torrita di Siena per conto di Michele Nicola Schirripa e Luca Vannini

Gradazione

41.5%

Formato

0.70 L

Point Five Gin - Bottiglia

La Storia del Gin

Point Five Gin - Line Dot Line
Point Five Gin - Storia del Gin
La storia del gin non è una storia come tutte le altre.

É una storia lunga e affascinante, in cui si intrecciano guerra e politica, medicina e innovazione.

Ci sono varie teorie sull’origine del gin ma la maggior parte ne attribuiscono l’invenzione nella forma che conosciamo oggi al professor Franciscus de le Boë Sylvius, docente di medicina e fisica presso l’Università di Leyden, in Olanda, che nel ‘600 sperimentò un rimedio per i disturbi di stomaco e dei reni usando alcol di grano e bacche di ginepro.

Dai Paesi Bassi il gin si diffuse poi in Inghilterra dove fu portato soprattutto dai soldati di ritorno dalla Guerra dei Trent’anni (1618-1648) in cui Olandesi e Inglesi combatterono come alleati contro la Spagna.

Infatti, i soldati inglesi apprezzarono molto Il “Dutch Corage”(coraggio olandese), nome con cui i soldati olandesi chiamavano il gin che bevevano prima della battaglia.

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Il secondo evento è costituito dall’avvento del nobile olandese Guglielmo d’Orange, sposo di Maria II Stuart, sul trono d’Inghilterra e Irlanda nel 1689.

Da buon olandese Guglielmo era un grande estimatore della bevanda.

Fu così che un anno dopo la sua salita al trono, nel 1690, per colpire la diffusione dell’odiato cognac prodotto dai nemici francesi, vietò l’importazione di distillati stranieri e indirizzò le eccedenze dei cereali della Corona alla produzione di alcol da destinare alle distillerie di Gin.

In breve tempo, la produzione di Gin divenne così imponente che la bevanda fu addirittura utilizzata come parte del salario corrisposto agli operai.

La conseguenza di questa diffusione fu un amento del tasso di alcolismo senza precedenti, soprattutto nella fascia di popolazione più povera, con rovinose ripercussioni sull’ordine pubblico e sulla sicurezza dei cittadini.

Il governo inglese provò a limitare il fenomeno con i Gin Acts, che però riuscirono ad arginare solo in parte il problema.

Tuttavia, nonostante il gin come lo conosciamo oggi sia comparso per la prima volta nei Paesi Bassi verso la metá del Seicento e si sia poi diffuso soprattutto in Inghilterra, fino a diventarne quasi la bevanda nazionale, la leggenda narra che già agli inizi dell’XI secolo un distillato di vino infuso con bacche di ginepro fosse utilizzato dai monaci e dai farmacisti della Scuola Medica Salernitana come tonico ed energizzante.

Il primo proto-gin di cui si hanno notizie nella letteratura é quindi italiano.

Nelle colline intorno a Salerno crescevano rigogliose piante di ginepro che venivano utilizzate negli alambicchi di monaci e farmacisti.

In una raccolta di trattati del 1055, il Compendium Salernita, si parla di un distillato di vino, infuso con bacche di ginepro.

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